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Vittoria

La vittoria è un brivido immenso. E' una forte scossa che attraversa tutto il corpo fino a colpire il profondo. Quando il tuo cavaliere coglie l'anello decisivo le lacrime salgono agli occhi, mentre l'adrenalina comincia a fare il suo dovere impedendoti di controllare il corpo. Anche la mente naturalmente, pur non essendo lucidissima, viene dominata da un solo pensiero di gloria.

La reazione istintiva di tutti i contradaioli in campo è quella di abbracciarsi e formare così una massa bianconera in agitazione, che repentinamente si sposta verso il centro del campo gara a raccogliere il sigillo di questo avvenimento, il palio.
Un istante dopo si pensa a correre verso quei due elementi che ti hanno permesso di vivere questi momenti, il cavallo e il cavaliere. Naturalmente la vittoria è sempre il frutto di tutto il lavoro e il grande impegno di una contrada, però materialmente sono loro che portano a termine nel migliore dei modi questo compito, sono loro che hanno sulla spalle questa grande responsabilità.

In questi febricitanti momenti, gli avversari diventano piccoli, piccolissimi, sembrano quasi a scomparire. Quei "nemici" contro i quali avevi combattuto fino ad un attimo prima non rappresentano più una minaccia. Nonostante tutto i sentimenti di rivalsa nei loro confronti vengono spesso e volentieri sopraffatti da un senso di beatitudine che tende a coprire tutto e tutti.

Così tra cori, grida e rulli di tamburo, cavaliere e drappo vengono portati in trionfo verso la contrada, dove gli altri contradaioli che per scaramanzia o per organizzare la piadinata della domenica non sono venuti al campo aspettano festanti e commossi. Il corteo si muove scomposto e sinceramente è tutta un altra cosa rispetto a quello ufficiale della sfilata.

All'arrivo in via Roma, e soprattutto in piazzetta, scoppia il boato più atteso e l'abbraccio del popolo bianco nero si fa più corposo e caloroso. Sembra retorica, ma questo è il momento più coinvolgente a livello di emozioni. La consapevolezza del risultato ottenuto infatti comincia a farsi strada nella nebbia, e quando esce allo scoperto non fa altro che aumentare il piacere del momento.

E poi il corteo per il paese. Il cuore pieno di orgoglio. In mano il drappo conquistato con tanta rabbia e fatica. I foulard bianconeri che sembrano uno sciame d'api danzanti in mezzo al mucchio del popolo bianconero. Tra applausi, fischi ed insulti, si ritorna in piazzetta ancora più carichi e pronti per una festa lunga un sogno.
Tra una fetta di spalla, una piadina e più di un bicchiere di fortana si trascorrono momenti di pazza gioia fuori da ogni controllo, mentre cala il sipario sulla manifestazione.

Queste solo alcune delle stupende sensazioni che si provano nel momento della Vittoria. Naturalmente, non si può descrivere tutto perchè non basterebbero altre diecimila parole. Chi vive di palio, anche fuori da San Secondo, sa benissimo di cosa abbiamo parlato e cosa abbiamo voluto trasmettere.
Ed intanto, mentre un altro palio si avvicina, il popolo binaconero già scalpita per rivivere al più presto il suo momento di gloria....